Nuovo Presidente Confetra: Gli Auguri di UIR

A valle di un lungo percorso di consultazione della base associativa – 20 Federazioni nazionali di categoria e 80 Organizzazioni territoriali e regionali – iniziato lo scorso 22 maggio, il Comitato di presidenza ha designato Guido Nicolini quale nuovo presidente di Confetra; la proposta è stata recentemente ratificata dall’unanimità dall’Assemblea. Dal 2010 nel Comitato di presidenza di Confetra, Guido Nicolini è stato vice presidente vicario negli ultimi sei anni di presidenza Marcucci. La UIR saluta e ringrazia il presidente uscente e formula un grosso in bocca al lupo a Nicolini che senz’altro saprà dare continuità ed incisività all’azione confederale. Riportiamo di seguito uno stralcio del discorso di insediamento del neo Presidente Nicolini. «Anzitutto ringrazio il presidente uscente Nereo Marcucci. L’intero sistema confederale gli è grato per quanto ha saputo costruire in questi sei anni alla guida di Confetra» ha dichiarato Nicolini nell’intervento di insediamento svolto subito dopo la proclamazione. «Ringrazio poi voi tutti per la fiducia. Avverto forte la responsabilità e la sfida di una fase delicatissima. La logistica è divenuta il centro di interessi globali, basti pensare a grandi temi come la Via della Seta, la guerra dei dazi USA/Cina, il dibattito sulle grandi infrastrutture, lo sviluppo del 5G, le prospettive dell’ecommerce, la Brexit. Noi dobbiamo saper interpretare questa stagione di grande centralità per il nostro settore, ponendo al centro dell’Agenda pubblica gli interessi del mondo produttivo che rappresentiamo, ma anche quelli più generali del Paese. Mai come in questa fase i due aspetti potrebbero sovrapporsi, rafforzando il profilo di Confetra sia come tradizionale “sindacato delle imprese”, che come soggetto economico-sociale portatore di una visione più ampia per la crescita e lo sviluppo economico dell’Italia». «C’è un clima di grande coesione interna, e questa è la precondizione per giocare questa partita» conclude il neo presidente. «Ma non basta. Occorre saper riallacciare i fili del confronto interconfederale con le altre grandi Organizzazioni attente al nostro settore; occorre costruire un network di saperi e competenze trasversali che dia visione e respiro alle nostre analisi; occorre un rapporto sereno e coeso con il mondo del lavoro, perché abbiamo di fronte sfide comuni e occorrono regolatori pubblici e Istituzioni capaci di comprendere che se oggi si resta ai margini delle grandi partite logistiche e strategiche globali, ci si condanna anche economicamente all’irrilevanza».

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