Unione Interporti Riuniti – INTERPORTI AL CENTRO

[vc_row][vc_column][vc_column_text]“Investire in infrastrutture e logistica oggi significa permettere all’Italia di far crescere il proprio PIL: l’alto potenziale di crescita dell’export del sistema Italia si somma alla possibilità più unica che rara di sfruttare le risorse del Recovery Fund per offrire un sistema logistico nazionale adeguato alle necessità delle imprese” – lo ha dichiarato Matteo Gasparato, Presidente di UIR – Unione Interporti Riuniti, in occasione del Convegno “Interporti al Centro” in programma a Padova l’8 aprile.

Permettetemi dunque una richiesta – ha continuato Gasparato – che è più una provocazione: gli interporti italiani non chiedono soldi, ma semplicemente una legge che possa svecchiare l’impianto normativo vecchio di 32 anni risalente al 1990 e con la quale presentarci su un mercato completamente differente ed estremamente più competitivo”.

È in atto, da tempo, un’interlocuzione di UIR con il Governo e con il Parlamento, relativamente alla necessaria riforma legislativa degli Interporti, che può svecchiare l’impianto normativo della Legge 240/90, che ha ormai superato i trent’anni. Oggi, quindi, deve essere il punto di partenza di un importante percorso partecipativo che coinvolga non solo la pubblica amministrazione competente, ma anche settore ferroviario, portuale e dell’autotrasporto, con l’obiettivo di fare squadra per raggiungere gli obiettivi di una crescita economica sostenibile del trasporto delle merci prodotte dalle aziende italiane.

In particolare, sono necessari una serie di interventi coordinati, sia in termini infrastrutturali. Come ad esempio:

  • Lo sviluppo infrastrutturale coordinato tra la rete ferroviaria e i nodi interportuali e portuali, con l’allungamento del modulo a 750m sia in linea che nei nodi (il potenziamento delle linee senza il contestuale adattamento dei nodi è un costo inutile), e l’incremento di portata delle linee, almeno quelle principali, a 2.000 tonnellate e con il peso assiale di 22,5 tonnellate.
  • L’adozione della sagoma P400 per il trasporto dei semirimorchi e la risoluzione dei colli di bottiglia principali.
  • L’investimento in macchinari per incrementare la capacità di handling e di manovra nei nodi, anche grazie ai Bandi PNRR
  • Il potenziamento delle relazioni ferroviarie tra porti e interporti sfruttando le aree a disposizione negli interporti per “allungare la banchina” o sfruttando il network di collegamenti già esistente negli interporti.
  • Il completamento dei Corridoi doganali per liberare velocemente le aree di banchina e sfruttare gli interporti per la vicinanza alle aree di destinazione finali delle merci.

In tale prospettiva, UIR punta anche sul nuovo Piano Generale dei Trasporti, in fase di redazione presso il MIMS. L’auspicio è che possa tenere conto degli interporti come nodi prioritari della rete terrestre al servizio del Paese.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1649434125919{margin-top: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Nella fattispecie, UIR ha anche realizzato un Position Paper (in collaborazione con Nomisma Energia), con il quale intende focalizzare l’attenzione sul ruolo degli interporti quali sicuri canali prioritari per la transizione ecologica e digitale, mediante otto ambiti d’azione:

  1. Interporti protagonisti dell’intermodalità
  2. Interporti hub energetici
  3. Interporti efficienti
  4. Interporti resilienti
  5. Interporti frontiera tecnologica del trasporto merci
  6. Interporti comunità energetiche e di decarbonizzazione
  7. Interporti cittadelle della formazione tecnico – scientifica
  8. Interporti sicuri

Un documento nel quale emergono le strategie, gli obiettivi, gli interventi e le misure che gli interporti italiani stanno o prospettano di conseguire per soddisfare i target europei e nazionali sulla decarbonizzazione, la transizione energetica e la sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

La rete degli interporti italiani è una rete infrastrutturale, un unicum positivo del sistema italia, capace, di facilitare lo scambio nord-sud del paese e complessivamente di facilitarne le fondamentali politiche di sviluppo.

Gli interporti italiani formano una rete di 26 complessi organizzati, collocati sui corridoi core europei

Caratteristiche della rete intermodale

  • 200 aziende insediate
  • 32 milioni di mq di servizi logistici
  • Tre milioni di mq di terminal intermodali
  • Cinque milioni di mq di magazzini

Numeri del traffico 2020

  • Oltre 50.000 treni intermodali movimentati
  • Traffico intermodale complessivo di oltre 1.200.000 UTI
  • Merci movimentate per oltre 70 milioni di tonnellate
  • Transito medio di 25.000 mezzi pesanti al giorno (ingresso / uscita)

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