Volpi si aggiudica l’Interporto di Venezia e il Terminal Intermodale Adriatico di Marghera

Fonte Ship2Shore

Gli assets dell’Interporto di Venezia e del Terminal Intermodale Adriatico di Marghera finiscono nelle mani di Gabriele Volpi. La cessione dei beni, dopo una vicenda che va avanti da anni e che aveva visto il magnate in un certo momento sfilarsi dalla trattativa curata dal liquidatore Umberto Lago, che aveva mandato di vendere le aziende derivanti dal fallimento del Gruppo De Vecchi, si è concretizzata addirittura nello scorso dicembre, ma la notizia è filtrata soltanto adesso che risulta completato il conferimento degli immobili di Interporto nella società concessionaria TIA.

Ufficialmente a rilevare gli asset è la Intels, che si è mossa attraverso la Rivers Docks, una società del gruppo Orlean Invest Holding (che fa capo proprio a Gabriele Volpi) che cura il maggior Oil Service Center della Nigeria.

A quanto si apprende, l’investimento del gruppo è di poco inferiore ai 20 milioni di euro e comprende l’acquisto dei crediti detenuti dagli istituti bancari e le partecipazioni. È già pronto un piano industriale che prevede di fatto una sorta di ‘integrazione’ tra le attività svolte in Africa con le maggiori compagnie petrolifere e i servizi che verranno offerti sul territorio veneto, con, a cascata, ricadute positive in termini di valore aggiunto all’economia e occupazione. Su questo fronte, basti pensare ai 50 dipendenti delle due società che nel 2013 erano state messe in gestione commissariale che adesso costituiranno la base per il rilancio stesso delle due attività.

Nello stesso piano industriale, a quanto apprende Ship2Shore, sono previsti investimenti ulteriori, oltre ai circa 20 milioni già stanziati, per modernizzare gli impianti e migliorare il quadro logistico in capo all’Interporto di Venezia e al Terminal Intermodale Adriatico di Marghera.

E dire che Gabriele Volpi pareva vicino all’acquisizione dell’Interporto di Venezia e del Terminal Intermodale Adriatico di Marghera già tre anni fa, poi la trattativa era saltata. A quel punto in lizza erano rimaste due altre realtà: il gruppo austriaco Carbones (un trader di materie prime che oggi rappresenta il primo cliente del terminal portuale di Marghera controllato da Interporto di Venezia con circa 350.000 tonnellate di rinfuse movimentate annualmente) e, fra gli operatori locali, il Gruppo Bogazzi che nello stesso scalo controllava già i terminal portuali Transped e MultiService.

Alla fine, invece, è stato proprio Volpi a chiudere il cerchio e ad aggiudicarsi i due asset. Nelle prossime ore il management che fa capo all’imprenditore incontrerà i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, guidata dal Presidente Pino Musolino.

Dal punto di vista industriale il terminal portuale di Marghera oggi operato da Terminal Intermodale Adriatico sorge su un’area di 240mila metri quadrati, è dotato di una banchina da 500 metri affacciata sul canale ovest dello scalo ed è attivo in particolare nelle attività di imbarco e sbarco di merci varie, rinfuse e prodotti siderurgici.

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