A poco più di dodici mesi dall’avvio della cosiddetta “cura del ferro”, il nuovo terminal intermodale di CEPIM conferma come l’integrazione tra gomma e ferrovia possa generare benefici concreti e misurabili per ambiente, sicurezza ed economia. Con oltre 800 treni movimentati e 750 mila tonnellate di merci trasportate, il terminal racconta una logistica più efficiente, moderna e orientata alla sostenibilità, capace di incidere positivamente sull’intero sistema territoriale.
I risultati sono evidenti anche sul fronte ambientale e della sicurezza stradale. La riduzione di 23.450 camion dalle strade ha permesso di evitare l’emissione di circa 44 mila tonnellate di CO₂, contribuendo in modo significativo agli obiettivi di decarbonizzazione. A questi benefici si affiancano ricadute economiche stimate in oltre 37 milioni di euro, a conferma del ruolo dell’interporto come alleato delle comunità locali e delle imprese, nonché come motore di nuova occupazione e di rafforzamento del primo e dell’ultimo miglio logistico.
Il progetto guarda inoltre al futuro in una dimensione europea. I risultati del progetto UPaRRT, sostenuto anche da Unione Interporti Riuniti, valorizzano partnership strategiche con aziende di primo piano come Barilla e Mutti. Un percorso che rafforza Parma come hub intermodale europeo e apre la strada a nuove connessioni internazionali previste a partire dal 2026, consolidando il ruolo di CEPIM nella logistica del futuro.





