Le proposte di UIR al Ministro Carfagna

NO A NUOVE “CATTEDRALI NEL DESERTO”. PER IL SUD PUNTARE SU SOSTENIBILITA’, DIGITALIZZAZIONE E RIFORMA LEGISLATIVA

“Il ritardo infrastrutturale meridionale non può essere recuperato unicamente con un’operazione “cantieristica”. Disseminare il meridione di opere senza che queste siano accompagnate da una crescita economica basata su attività e competenze significherebbe moltiplicare le cattedrali nel deserto. Lo ha detto il presidente della UIR, Unione Interporti Riuniti Matteo Gasparato Tavola Rotonda “Mobilità a breve e a lungo raggio”, organizzata dal Ministero per il Sud e la coesione territoriale nell’ambito della due giorni “Sud, progetti per ripartire”.
Quattro le direttrici di sviluppo proposte da UIR, al tavolo insieme atutte le asscoiazioni e gli stakeholder del trasporto e delle infrastrutture:

  • Sviluppo infrastrutturale della rete e dei nodi
  • Energia e sostenibilità
  • Digitalizzazione
  • Riforma legislativa e misure fiscali

In primo luogo, Gasparato ha ribadito “la necessità di investimenti infrastrutturali di completamento e potenziamento della rete sia dal punto di vista ferroviario che stradale, sia di potenziamento dei nodi interportuali e portuali del Mezzogiorno”.

E poi, il ruolo della Rete degli Interporti a supporto della transizione energetica e decarbonizzazione. L’obiettivo europeo complessivo di una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 richiede il perseguimento di specifiche ed ambiziose nel settore dei trasporti.

Inoltre è stato sottolineato quanto sia “necessario il completamento della Piattaforma Logistica Nazionale, che possa creare i presupposti del dialogo “smart” tra le differenti modalità di trasporto e i relativi operatori”.
Infine, Gasparato ha ricordato “la necessaria riforma legislativa sulla quale la UIR è da tempo al lavoro come associazione da diversi anni a cui parallelamente possono essere affiancate una serie di misure fiscali che possono essere attuate già nel breve periodo, riconoscendo il ruolo di “servizi essenziali “ alla logistica e agli hub logistici primari.

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